Pillole di Psicologia – Rimorso

Nel nostro viaggio nell’Universo delle emozioni, qualche giorno fa, abbiamo analizzato il perdono. In realtà questo è piuttosto legato al rimorso. Il perdono implica l’accettazione della situazione subita con il riposizionamento personale orientato all’andare avanti con la propria vita. Il rimorso invece è un po’ come se fosse un perdono a metà, quindi non completamente elaborato ed è auto diretto. Il rimorso implica la centratura della persona su di uno sguardo volto all’indietro nella propria vita, in cerca di una ideale comprensione di ciò che la persona ha sbagliato nel passato così da colpevolizzare la sua condizione nel presente.

Il rimorso è uno stato d’animo che deriva dalla consapevolezza di non aver seguito o rispettato un sistema di valori e come conseguenza genera quest’emozione che è strettamente connessa alla colpa.

Come ogni emozione anche il rimorso ha una funzione adattiva. In che modo? Beh, la persona che prova rimorso oppure un più articolato e conseguente senso di colpa sarà spinta a “correggere” la propria condotta così da rientrare nei binari morali propri del suo sistema valoriale. Il rimorso è quindi importante poiché genera una riflessione empatica sulle azioni che si sono messe in atto in un determinato contesto così da riallinearle con il proprio codice morale, in linea con un più ampio codice etico condiviso in quel momento storico dal contesto socio culturale di appartenenza.

La letteratura scientifica, nello specifico la branca degli studi di criminologia del celebre genio Cesare Lombroso, ci suggerisce che non tutte le persone siano in grado di provare rimorso o senso di colpa e parliamo in questi casi di disturbo antisociale di personalità o di una condizione di psicopatia: caratterizzata dalla freddezza emotiva e quindi dall’incapacità di sentire le emozioni dovuta anche a correlati neurali alterati.

Come sempre un’ eccessiva centratura sui propri vissuti emotivi, nello specifico sul rimorso conseguente ad una condotta specifica potrebbe risultare invalidante se non elaborato e tradotto in un comportamento che riposiziona la persona rispetto a quella situazione.

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