Pillole di Psicologia – Ludopatia

“Scommettiamo che la mia non è una dipendenza dal gioco d’azzardo?” (Lorenzo Recanatini).

Il gioco d’azzardo è molto simile ai meccanismi sottesi alle altre forme di dipendenza da sostanze.

Ci sono forme e sfumature che variano di gravità. La forma patologica è caratterizzata da diverse fasi: quella della vincita (idealizzazione), quella della perdita (anche piuttosto elevata), quella della disperazione e della rinuncia (dove è più facile che la persona si faccia aiutare anche se, ahimè, i danni economici sono ormai devastanti).

Il “Gambling Disorder”, come viene anche catalogato, può a tutti gli effetti essere considerata una dipendenza senza sostanza o nella quale il gioco diviene la “sostanza”. Il suo andamento evolutivo è cronico e recidivante e può compromettere gravemente la salute fisica e psichica della persona che la vive.

I criteri diagnostici rimandano alla necessità di giocare per ricercare l’eccitazione o la sedazione desiderata, ad irritabilità se qualcuno prova a interrompere l’attività, a sforzi infruttuosi per interrompere il gioco, ad una preoccupazione costante per il gioco d’azzardo, al valore del gioco  per gestire in modo disfunzionale le emozioni, al racconto di bugie, alla perdita di una relazione a causa del gioco, alla ricerca del denaro in altre persone per giocarlo (prestiti, furti), alla perdita del lavoro a causa del gioco. Va specificata la gravità del disagio (lieve, moderata, grave).

A livello fenomenologico emerge in modo molto chiaro il valore del gioco come canale per “eccitarsi” qualora la persona non si “sentisse” in una vita personale piatta e priva di motivazione e stimoli emotivi attivanti o come canale “sedante” qualora la persona si “sentisse” troppo e quindi non fosse in grado di gestire le proprie emozioni, in tal caso il gioco arriva ad avere la funzione di spegnimento emotivo. Il meccanismo è piuttosto simile a quanto accade in alcune forme di disturbi alimentari nel meccanismo abbuffata/restrizione.

Un percorso di Psicoterapia è essenziale per uscirne in modo graduale affinché la persona possa riafferrare una vita equilibrata senza distruggere se stessa e i propri affetti.

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