• by psicoexplorer La psicoterapia è sempre stata una disciplina rigorosa al di là delle teorie di riferimento. Una parola forte per i non addetti ai lavori o per i meno informati. Qualcosa di magico a volte e contemporaneamente spaventoso. - In fondo è proprio questo il perché del progetto  @psicoexplorer . Fare a pezzi questo mistero per dire alle persone in che cosa consiste. Che cos’è quindi la psicoterapia? - Risponderei così: una partita a scacchi. Con chi? Con le fatiche ed il dolore della persona che chiede supporto. - Ma perché proprio gli scacchi? Beh, vedi forte di teorie, modelli e tecniche non è pensabile perdere l’umanità e l’unicità della persona. E dato che ogni persona è un soggetto avrà canali di accesso e comunicazione diversi. - Quindi la psicoterapia è prima di tutto la definizione di un accesso al dolore e l’insieme degli obiettivi per comprenderlo e gestirlo. - Poi? Ascolto attivo, partecipativo e non giudicante. Che altro? Dialogo, significato ed elaborazione delle emozioni attraverso la parola e la relazione con il terapeuta. - Ma quindi il terapeuta mi darà dei consigli o mi spiegherà come agire? No! Tu sei adulto e vaccinato. L’autore della tua vita sei tu e tu
  • by psicoexplorer Ciao Psicoexplorer! - Oggi voglio parlarti di quella sensazione di sentirsi fuori posto, inadeguati e inadatti. - Sono sicuro che è successo anche a te di sentirti così. E quando ti paragoni alle altre persone? Quella è una battaglia persa. - Soprattutto oggi all’epoca dei Social il paragone ti devasta. Anche perché tu paragoni la tua identità autentica con un insieme di identità false che proiettano solo bellezza e perfezione. - Ma perché ci sentiamo così incerti e precari? - Beh, noi veniamo al mondo e la prima domanda che ci accompagna è il “perché “. La sete di sapere e la curiosità di sapere perché esistiamo. Poi ecco che ci si scontra con una risposta frustrante. L’assenza di una risposta comprensibile o quantomeno che plachi la nostra sete. - La domanda sostanziale del perché ci accompagnerà sempre e la mancanza di una direzione giusta ci porterà sempre a chiederci se abbiamo fatto bene o male, se abbiamo valore o no. - La società del valore che ha spesso generato competizione e ansia. - Come fare per far fronte al senso di inadeguatezza? Definisci dei valori chiari e vivi cercando di dare un significato a ciò che fai, in ogni
  • by psicoexplorer Le emozioni sono amiche e preziose alleate. Esse ci permettono di reagire di fronte a una persona o a una situazione. - Un tempo ciò che l’emozione ci comunicava era perfettamente allineato con la nostra reazione. Oggi questo è più difficile perché ci scontriamo con aspettative, valori, performance. - Oggi addirittura c’è chi si sente inadeguato a provare un’emozione. Figurati ad ascoltarla e a seguirla. - Tutti fanno finta di essere felici e di dominare le emozioni, pochi le attraversano e si riposizionano coerentemente ad esse. Molti pensano di essere malati quando provano un’emozione. - Ma oggi prendersi un momento per stare nell’emozione o per attraversare il proprio dolore è letto come un atto di debolezza? Da molti sì. - Ma da te? Io ti invito a fregartene perché imparare a utilizzare i colori potrà trasformare la tua tela in un’opera d’arte. Vivere e attraversare le emozioni è per avventurosi, per persone coraggiose che vogliono iniziare ad essere artisti della propria vita. - Le emozioni possono essere una tavolozza di acquarello rotta caduta a terra oppure un potente strumento per non subire la tua vita. - E tu accetti gentilmente le tue emozioni o provi invece a combatterle? Fammelo sapere
  • by psicoexplorer Sono sicuro che avrai già sentito la storia della rana bollita. - Piccolo ripasso! Si potrebbe sintetizzare in questo modo: accontentarsi così da chiudere ogni possibilità al futuro, vivendo in una situazione infelice pur soffrendo. E noi persone siamo futuro! - Immaginate un contenitore pieno di acqua fredda nel quale nuota una rana, beata e tranquilla. Ma questo contenitore è riposto su di un fornelletto con una fiamma accesa. Questa fiamma ha un timer e ogni ora si alza di un grado. - La rana apprezza l’acqua prima tiepida e poi calda. Ma nel complesso il cambiamento è stato così minimo che la rana non si è accorta che ora l’acqua è bollente e deve scappare sennò sarà lessata. - Però è ormai troppo tardi. Quella beatitudine dell’acqua calda è diventata ormai un inferno e ora la rana è troppo debole per saltar via. - Beh, l’epilogo di questa massima antica è tragico. Ma prova a rileggerlo sulla tua vita. - Occhio ad abituarti alle cose che non vuoi accettare e che ti fanno male. Perché una alla volta finiranno per rendere il cambiamento e la salvezza sempre più difficili. - È un po’ come prendere mezzo chilo al mese
  • by psicoexplorer Sempre in linea con le emozioni passiamo allo step successivo: il linguaggio. - Un grande della Filosofia Paul Ricoeur parlava di identità narrativa. E cioè noi siamo soprattutto una storia. Quale? La nostra, o meglio le nostre! - Siamo inevitabilmente costituiti di parole che vanno a comporre quella storia e dunque la nostra identità. Il racconto è sempre nell'atto di farsi. Vivo, faccio esperienza e poi mi traduco quell'esperienza in racconto. Ma sono anche il risultato storico di tutte le storie che mi sono raccontato prima. - Quindi? Siamo esseri costituiti da tempo (storia) e linguaggio (racconto). E siamo sempre onesti? Mmmm, mica troppo! - Hai presente quello che molti miei colleghi chiamano autoinganno? Ecco... A volte quell'emozione che proviamo nella pancia, chiara e potente, noi facciamo finta di non vederla. Dico vediamo ma in realtà la sentiamo! - E perché facciamo così? Hai presente lo struzzo? Nasconde la testa sotto la sabbia con la falsa credenza di non essere visto. No, in realtà abbassa la testa per ingannare il predatore ed essere scambiato per una roccia. - Ma l'analogia è azzeccata. A modo nostro facciamo la stessa cosa. Ci inganniamo, ce la raccontiamo con l'obiettivo di restare fermi, come
  • by psicoexplorer Le emozioni hanno un valore adattivo e hanno quindi l’obiettivo di essere dei facilitatori di scelte. Sono innanzitutto pre riflessive e cioè precedono il pensiero. - Le emozioni sono quindi prima chimica e biologia a livello corporeo, poi le traduciamo con la mediazione del linguaggio. - Emozionarsi significa “ex movere” e cioè muovere fuori, portare fuori. Bello lo spunto che l’etimologia della parola offre vero? - In pratica le emozioni ci aiutano a smuovere i nostri vissuti e tirarli fuori traducendoli in una scelta o posizione. - Ma quando il valore amico delle emozioni rema contro di noi? Quando proviamo a combatterle: ad esempio se provo paura e non l’accetto provando a evitarla evitando una situazione (panico). - Non potremo mai eliminare o combattere un’emozione semplicemente perché siamo anche quella. Accettiamola gentilmente integrandola nella nostra identità, comprendendo cosa quell’emozione ci sta comunicando e passando all’azione. - Sei mai riuscito ad accettare un’emozione? Fammi sapere nei commenti. - Se ti piace la Psicologia segui il canale  @psicoexplorer   #psicoexplorer   #psicologia   #psicoterapia   #psicologo   #psicologoonline   #psicologomilano   #milano   #emozioni   #accettazione   #benessere   #vita   #futuro   #saluteebenessere   #paura   #crescitapersonale   #crescita   #amore   #libert à  #coraggio   #felicit à  #cambiamento   #rispetto   #equilibrio   #consapevolezza   #accogliere   #gioia 
  • by psicoexplorer Nasciamo e veniamo educati alla luce dell’idea che la vita sia fatta da due binari e non sia possibile uscirne. Mai come in questo momento storico della mia vita sostengo invece il pensiero divergente. - Perché? Per non indossare un abito che giorno dopo giorno diventi sempre più stretto, scomodo, soffocante. - Le aspettative fin da piccoli sono enormi e quante volte ci sentiamo inadeguati? - Eppure la vita è dinamica e non statica. Per emozionarci e stare bene dobbiamo muoverci, fare esperienza. Sennò lentamente uccideremo l’emozione. - Hai presente la famosa poesia della Medeiros “Lentamente muore”? Leggitela! 😉 - Cerca di inserire gradualmente un’esperienza nuova ed emozionante nelle tue giornate. Nulla di esageratamente impegnativo, inizia con poco. Tipo se sei molto timido buttati in una conversazione con uno sconosciuto mentre aspetti la metro. Prova a fare un gesto di benevolenza verso qualcuno. - Come è stato? Ti sei sentito emotivamente situato e presente? A volte ci blocchiamo nei nostri schemi mentali. Ma per cambiare la situazione comincia agendo diversamente in prima persona. - Che esperienza nuova hai provato? Condividila nei commenti. - Se ti piace la Psicologia ti invito gentilmente a seguire la pagina su Instagram e YouTube. Così
  • by psicoexplorer Perché oggi è fondamentale comunicare online? - Che tu sia uno Psicologo, un ingegnere, un insegnante o un ristoratore fa poca differenza. Oggi comunicare è essenziale. - E credimi quando ti dico che a 31 anni ci sono comunque arrivato tardi. Conosco dei colleghi in gambissima che ci sono arrivati molto ma molto prima. - È interessante sottolineare come alcuni probabilmente non ci arriveranno mai. Resistenze? Vergogna? Paura del giudizio? - Ma quali sono i rischi della non comunicazione digitale? Sono tanti. Una parola: spreco. Di cosa? Potenziale. - Se non comunichi non arrivi alle persone. E non sto parlando di mercato o lavoro, ma di valore. - Ti faccio l’esempio su di me: ho studiato più di 10 anni per diventare Psicoterapeuta e, tolto che non smetterò mai di formarmi, senza il digitale non saresti qui a leggere questo post. - E quindi? Quindi il punto è che quello che so, che ho imparato e che le persone che seguo ogni giorno online e nel mio studio mi insegnano non potrei condividerlo. - Questo è  @psicoexplorer . Questo è il digitale! Poter raccontare la Psicologia. Poter dare strumenti gratuiti attraverso i miei contenuti alle persone per portare un valore nelle
  • by psicoexplorer Hai un sogno, ti informi per capire come realizzarlo e ti crei anche un piano d’azione. Poi? Spesso si toccano con mano difficoltà, frustrazione, ostacoli, fallimenti. - E a quel punto? Ci si arrende. Ecco che diventa importante imparare a relazionarsi con la dimensione del fallimento. Così si potrà sviluppare costanza e perseveranza. - Non c’è vita senza morte e non ci sarebbe morte senza la vita. Con il successo ed il fallimento è un po’ la stessa cosa. Non esiste in alcun modo successo senza fallimento. - Ok, ma perché devo fallire per forza? Perché per concretizzare un progetto, un sogno e realizzare il tuo successo, il fallimento sarà una tappa del processo. Il fallimento sarà quel momento del percorso di realizzazione di te nel quale dovrai aggiustare il tiro e riposizionarti così da migliorare, studiare e a quel punto riuscire. - Il nostro momento storico vede il fallimento come una vergogna che macchia per sempre l’immagine di sè ma non è così. Chi fa la differenza è colui che riesce a vivere il fallimento, a stare nella frustrazione così da crescere ed evolvere. - La NASA quanti Shuttle ha distrutto prima di organizzare delle missioni efficaci nello spazio?
  • by psicoexplorer A volte sono le esperienze semplici ad arricchirci. E proprio la loro mancanza o il darle per scontate genera dolore e vuoto. - A volte sfruttare una calda sera d’estate per stare con qualche amico e suonare la chitarra intorno ad un falò scalda il cuore. A volte questi gesti semplici e pieni che ci inondano di vita passano in secondo piano, presi dalla frenetica corsa ad aderire ad un’immagine di noi. Quella che gli altri vorrebbero. - A volte è importante fermarsi un istante, respirare e comprendere cosa desideri, cosa ti fa bene e cosa no. A volte concedersi un momento di reminiscenza adolescenziale può rimetterti in contatto con la tua parte emotiva e creativa. - A volte per star bene e trovare la propria strada bisogna solo chiudere gli occhi e sognare, immaginarla. - Se la tua vita e il tuo mondo fossero già come li vorresti come sarebbero? Descrivimelo e ti riposterò in anonimo. - Ma soprattutto inizia ad agire come farebbe chi vuoi diventare. - Se ti piace la Psicologia segui la pagina  @psicoexplorer  Iscriviti al canale YouTube E ti invito gentilmente a condividerla con le persone a cui vuoi bene.  #psicologo   #psicologomilano   #psicologoonline   #psicologia   #psicoterapia 
  • by psicoexplorer La via del lamento dona l'illusione della scorciatoia ma in realtà rimani fermo, immobile. Credo non vi sia spreco maggiore di un'esistenza che lentamente, anestetizzata, affida la responsabilità dei suoi mali alla sfortuna o a qualcosa di esterno. E non mi fraintendere perché non ho intenzione di generalizzare. So benissimo che esistono situazioni patologiche che rimandano ad una condizione di malattia che generano immobilità: un esempio tra tutti riguarda la depressione. - Ma no, non sto parlando di queste condizioni. Mi riferisco a esistenze e persone che pur di fare quella fatica di mettersi in discussione e modificare il loro punto di vista scelgono la via della sofferenza. L'illusione che quella sia la via breve è legata al mantenimento dell'omeostasi, di un equilibrio doloroso che però è prioritario rispetto alla fatica di agire. Perché sembra più comodo. - La responsabilità è la via del cambiamento e questa richiede un lavoro sodo, quotidiano su di sé per trasformarci nella versione quanto più simile a chi vogliamo essere. E quello che sfugge è un significato che rimanda ad un senso molto più vasto. Chi ha il coraggio di fare questa fatica in realtà logorerà in modo di molto minore il proprio animo,
  • by psicoexplorer Il sostantivo cambiamento rimanda a qualcosa che prima era in un modo e dopo è cambiato. Anche le persone possono cambiare, crescere e trasformarsi. Eppure le persone non sono cose. - La persona oltre a cambiare avrà una peculiarità in più e cioè si riconoscerà sempre come sé stessa nel tempo. In pratica la sua sostanza resterà la stessa. Sara potrà cambiare introducendo nuove abitudini nella sua quotidianità, crescendo e cambiando più lavori, ma si riconoscerà sempre come Sara. E, soprattutto, Sara a 50 anni sarà in grado di sentirsi come la stessa persona che era a 30 e 10 anni, nonostante nel momento presente lei sia molto diversa. - Questo ci permette di definire in qualche modo un denominatore comune della nostra identità che ha a che fare con la storia, col tempo. Siamo quindi esseri che non possono sottrarsi al tempo anche per quanto riguarda la propria identità personale. - Il cambiamento avviene anche per gli esseri umani. Nello specifico oggi voglio condividere con te qualche spunto per quanto riguarda il cambiamento emotivo psicologico. E cioè, quando in un dato momento una persona sta male e soffre emotivamente ed in un momento successivo non più. - Che cosa
  • by psicoexplorer "Che cosa vuoi fare da grande?" Questa domanda ci è stata posta tante, forse troppe volte in un momento storico molto delicato e precario in termini di sviluppo. Quante volte ragazzi e ragazze adolescenti si sono sentiti inadeguati di fronte a questo interrogativo? - Ma anche perché ammettiamolo dai, continuiamo a ragionare come se la direzione di vita da seguire fosse inevitabilmente una, statica ed immutabile. Ma non è così! - Io ritengo anzi che la domanda legata a cosa fare da grandi vada posta ogni giorno dalla persona interessata a sé stessa. Chiediti ogni giorno cosa vuoi fare domani, quando sarai un pezzetto più adulto, maturo e appunto grande. Poniti ogni volta l'interrogativo legato a quello che stai facendo, ti sta avvicinando o allontanando dal tuo progetto? - Ti ho invitato a porti la domanda legata a cosa vuoi fare da grande, ma bada bene, non fraintendermi, Ti sto suggerendo di fartela ogni giorno, ma ciò non significa non avere un'idea o un progetto minimale da perseguire. Avere progetti è importante, è il motore dell'esistenza. - Ecco, dai tuttavia a te stesso la possibilità di essere dinamico, fluido e di costruirti ogni giorno liberamente. Come? Nutrendoti di sane e
  • by psicoexplorer A volte quella gabbia con delle sbarre tanto strette che ci fa sentire tristi ed infelici fa fatica ad aprirsi. Ci tiene lì dentro, prigionieri. E noi, ci sentiamo intrappolati, credendo di essere chiusi dentro. - Chissà perchè, a volte, non proviamo nemmeno a spingere quella porticina della gabbia che ci porterebbe alla libertà. Diamo semplicemente per scontato che sia chiusa, serrata e non abbia un'uscita. Magari spingendo appena la porticina, ci saremmo resi conto che uscire sarebbe stato possibile. - Ma quale sia il confine tra la scelta di non provare ad aprire la porta e l'impossibilità reale di farlo nessuno lo sa. Ma sappi che a volte passi una vita intera, con la porta della gabbia aperta, senza che tu te ne accorga. Resti semplicemente lì, prigioniero, a subire ogni cosa credendo che in parte non possa anche dipendere da te. - A volte non vedere o trasformare il racconto così che ci sentiamo legittimati e giustificati è più comodo. Aprire la porta richiede fatica, sforzo e curiosità. E quella gabbia può diventare una tana fatata tutta dorata che arriva addirittura a sembianze sopportabili se ci sforziamo un poco con le parole. - Ora, caro amico esploratore, non
  • by psicoexplorer La rabbia come ogni emozione ha l'obiettivo di comunicarti che qualcosa non va. E no, non mi riferisco a qualcosa di altro da te. Intendo porre l'attenzione proprio su ciò che tu puoi controllare: il tuo atteggiamento, la vicinanza o la lontananza da certe persone. - Eh, ma se il mio compagno mi fa arrabbiare perchè non lava i piatti cosa posso farci. Calcola che molte volte ciò che ci fa scattare ed infuriare non è l'episodio miccia di per sé, ma un bisogno sommerso che non viene colto. "L'ho sempre detto che è tutta colpa sua e non mi ascolta mai". Non ho detto questo 🙂 - Il bisogno spesso non lo cogli nemmeno tu in prima persona e per questo non riesci poi a comunicarlo. E questo è il tuo pezzettino di responsabilità! L'altro pezzo è una naturale conseguenza e cioè una situazione nella quale non ci sentiamo accolti proprio in quel bisogno. - Ecco la miccia innescata: Boom e la rabbia scoppia in tutta la sua potenza. E bada bene dal ricercare l'immediato confronto con la persona che ritieni la responsabile della tua rabbia. Prima è meglio far passare un pò di tempo, così che la rabbia
  • by psicoexplorer "Il processo è più importante del risultato". Questa frase l'ho sentita un giorno in un podcast quando sono andato a correre. Da lì è diventata per me una sorta di mantra. - Perchè? Per i primi trent'anni della mia vita ho desiderato, mi sono progettato e ho cercato di realizzare i miei obiettivi. Nonostante questo mi sentivo sempre mancante, sempre un passo indietro. - Lavorando su di me, nutrendo la mia mente di contenuti, libri, studio, relazioni positive ho gradualmente colto che ero centrato sul risultato, troppo. Che cosa comportava questa centratura? Beh, il fatto che stando sempre simbolicamente là, non fossi mai qua nel presente e soprattutto il presente era sempre fonte di insoddisfazione se confrontato con l'immaginario del progetto realizzato. - Cosa voglio dire? Che progettare è importante, fondamentale per ogni persona. E' un pò il motore dell'esistenza e come diceva un celebre filosofo, Heidegger, "l'essere umano è una possibilità gettata", e ancora, "ha da essere" e cioè ha bisogno di essere e di incontrare ed afferrare quelle possibilità di vita e di esperienza nel mondo, altrimenti si smette di sentire, di emozionarsi e quindi "di vivere". - Ma.. Sì, c'è un Ma. Ok essere in grado di
  • by psicoexplorer Anche se si formano in mare aperto, le onde arrivano fino a riva e s'infrangono. Quando capita di guardare un surfista cavalcare un'onda spesso si resta a bocca aperta, soprattutto se l'attraversa. L'onda prima o dopo si rompe sempre, nel linguaggio tecnico si parla di frangenti (o breakers). Le tipologie di onde sono davvero molte e ognuna con un punto di rottura più o meno spettacolare e pericoloso per chi surfa. - Hai presente il celebre film "Point Break"? Ecco.. Se non l'hai visto guardalo 🙂 - Perchè tutto questo panegirico sulle onde? Che cosa hanno in comune con la Psicologia? - Il surfista in equilibrio sulla tavola nel tunnel vorticoso di un'onda può cadere e scivolare da un momento all'altro e, se anche non cadesse, quel momento finirà in breve tempo quando l'onda si estinguerà spontaneamente. Questa Immagine può diventare una valida metafora laddove al posto del surfista ci sei tu e al posto dell'onda ed il suo precario equilibrio la tua vita. - Il punto che blocca tutti noi in alcune situazioni nell'abbandonare la così detta zona comfort ha proprio a che fare con la rottura di un equilibrio. La tendenza all'evitamento della rottura di un equilibrio ha
  • by psicoexplorer Ti sarà sicuramente capitato di sentire di un amico, un conoscente, un familiare insoddisfatto o intrappolato in una situazione poco piacevole. Hai mai fatto caso al suo atteggiamento nella gestione di quella specifica situazione? Se sì, cosa hai notato? Se no, inizia a farci caso. - Perchè? Senza togliere importanza alla situazione faticosa nella quale ti trovi e che vuoi trasformare è importante capire quanto l'atteggiamento mentale che utilizziamo nel farvi fronte abbia un effetto diretto e potentissimo sul risultato: uno stallo o una crescita personale. - Se odi, genererai tantissime emozioni dolorose ed entrerai in una spirale distruttiva che coinvolgerà te e chi ti starà attorno. Se ti lamenti, non vedrai mai possibili strategie o soluzioni per quel problema perchè avrai già alzato le mani in segno di resa. Se menti, oltre ad ingannare gli altri ingannerai soprattutto te stesso e rimarrai bloccato. Se indietreggi anziché rischiare resterai nell'insoddisfazione. - Ecco il nostro atteggiamento è responsabile della nostra realtà in questa misura. Sappi anche però che una delle poche cose che puoi controllare è proprio il tuo atteggiamento, il tuo assetto mentale nel far fronte ad una situazione. - Al posto di odiare, inizia a donare amore e valore.
  • by psicoexplorer La metafora dell'albero utilizzata da Jim Rohn nella sua celebre frase "Se non ti piace come sono le cose, cambiale! Non sei un albero" è molto potente. Perchè? Ciò che caratterizza un albero, al di là della sua longevità, sono le sue radici, spesso profonde, che lo tengono ancorato al terreno per secoli. - Spesso le persone cercano di aderire a questo schema di esistenza dell'albero sperando di trovare una quiete omeostatica imperturbabile da ogni problema e difficoltà. Questo è impossibile. La diversità sta nel fatto che l'esistenza è dinamica e non statica. - Sperare che tutto resti immutabile, quieto, calmo ed in equilibrio significa, in un certo senso, sperare di non evolvere, vivere e crescere. Ora tu dirai.. Sì, ok Andrea... Ma quando quegli eventi che mi perturbano riguardano situazioni molto dolorose come si fa? E hai perfettamente ragione.. La vita ci riserva purtroppo, a volte, delle brutte sorprese, dei dolori forti e delle perdite inaspettate. - Su questi eventi non possiamo agire direttamente e non ci sarà specialista che ti potrà restituire un matrimonio andato male, il lutto di un figlio o la perdita di un lavoro. Ma...Sì c'è sempre un Ma... Sarà invece possibile, all'interno di ogni
  • by psicoexplorer "Io di lì non riuscirò mai a passare, non ce la faccio, non ho nè le forze, né la capacità, nè la volontà, per affrontare simili situazioni". - Ti sarà sicuramente successo di avere un progetto, un obiettivo e di fare tutto ciò che era nelle tue possibilità per realizzarlo. - Vero? Credo sia un'esperienza che ognuno di noi ha vissuto in modo diverso. - Eppure, anche dedicandotici con ogni pezzetto di energia, hai fallito, non ci sei riuscito. Un matrimonio, un lavoro, un'attività, una relazione amicale finita. Stop, un unico racconto: Ho Fallito! - Parole forti! Spesso e volentieri quando sogniamo in grande e ci progettiamo, ci immaginiamo, ma, ahimè, desideriamo anche essere già lì nel futuro a goderci il risultato. Dimentichiamo però un elemento chiave: il percorso. - Il percorso è la vita, se non sei disposto a goderti il percorso è un pò come se volessi già arrivare alla morte senza viverti il percorso di vita. Ci sono andato giù pesante 🙂 Eppure è così! - Otto persone su dieci mollano il colpo nel tentativo di realizzare un progetto alla prima o alla seconda difficoltà. "Ho fallito" dicono. E' vero, non sarà facile. - Il percorso sarà