Pillole di Psicologia – Disgusto

Il disgusto è un’emozione primaria, infatti è molto importante perché ci permette di reagire di fronte ad uno stimolo sgradevole e potenzialmente nocivo.

Quest’emozione può trovare delle dimensioni espressive anche oltre al piano alimentare: mangio un cibo nocivo e, grazie al sapore disgustoso, lo sputo.

Queste configurazioni del disgusto, sul piano del nutrimento, hanno a che fare con il gusto: uno dei cinque sensi.

Ma il gusto può configurarsi anche slegato da una dimensione sensibile connessa al sapore: il gusto di vestire, il gusto estetico nella scelta di un partner, il gusto di un valore morale.

Vediamo come uno dei cinque sensi può tradursi in emozione: il disgusto rivolto verso una persona a causa di un comportamento brutale, il disgusto per una situazione ingiusta sul piano valoriale.

Quindi il disgusto come emozione adattiva per la sopravvivenza si traduce anche all’interno di un piano sociale: adesione o meno ad un comportamento, vicinanza o lontananza da una persona nociva (notate delle somiglianze con un alimento tossico?).

Le emozioni sono fondamentali nel riposizionare ognuno di noi nella propria vita: il disgusto ci permetterà di discriminare ciò che ci fa bene da ciò che non ci fa bene anche all’interno delle relazioni (relazione tossica?), del lavoro (il disgusto per una mansione), di un’esperienza (“l’idea di pattinare mi disgusta”), della moda.

L’obiettivo, per raggiungere il proprio benessere, sarà quello di aderire nel modo più autentico possibile a ciò che le nostre emozioni, nella pancia, ci comunicheranno.

Se scegliamo di ignorare le emozioni, il nostro disgusto per qualcosa, sarà nostra la responsabilità per una situazione spiacevole e dolorosa.